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SESTO ITINERARIO: DA PIAZZA MARINA ALLA CHIESA DI SAN FRANCESCO

PIAZZA MARINA

L’attuale sistemazione fu definita nel 1864, quando venne realizzata dal Basile la Villa Garibaldi che con la sua magnifica quanto rara vegetazione adorna una delle più belle e storiche piazze della città. Il grande slargo, contornato da edifici di indubbia bellezza, pregni di interesse storico e artistico, fu nella antichità lo specchio di mare in cui sfociavano il Kemonia ed il Papireto. Colmato già in epoca musulmana, è sempre stato uno spazio non interessato da costruzioni di alcun genere, fino a divenire il teatro di tutte le manifestazioni culturali e popolari cinquecentesche. La presenza degli eleganti edifici che prospettano sulla piazza, come il Palazzo Fatta e il Palazzo Galletti, testimonia la storicità del luogo che trova anche nella presenza di alcune chiese interessanti valenze architettoniche.

 

SANTA MARIA DELLA CATENA

La Chiesa di Santa Maria della Catena, posta tra la piazza e l’antico porto della Cala, sorse nel XVI secolo sulle rovine di una più antica chiesa, prospiciente una piccola piazzetta. La recente scalinata di accesso si rese necessaria quando fu pianeggiato il declivio che dal Palazzo delle Finanze digradava sino al mare. I caratteri architettonici del manufatto sono invece rimasti inalterati soprattutto nella facciata principale dove spicca l’elegante portico, simbolo della tradizione gotico catalana. All’interno lo stile normanno ha il sopravvento, anche in seguito ai recenti restauri che hanno quasi del tutto epurato le postume decorazioni settecentesche.

 

CHIESA DELLA GANCIA

Con accesso dalla parte opposta della piazza Marina, la storica via Alloro è da sempre asse viario ambito per l’edificazione di residenze nobiliari e di edifici a carattere monumentale. Il Convento e la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta Chiesa della Gancia, propone due prospetti visibili; quello princi- pale di cui è leggibile il carattere dell’architettura quattrocentesca e quello laterale, prospiciente la via Alloro, manomesso da successivi interventi di restauro.

La sua costruzione fu iniziata dai frati di Santa Maria di Gesù agli inizi del 1500 sui resti di una chiesa più antica. I caratteri architettonici del manufatto sono invece rimasti inalterati soprattutto nella facciata principale dove spicca l’elegante portico, simbolo della tradizione gotico catalana. All’interno l’antica struttura a forma di croce greca, con una grande navata centrale delimitata da cappelle laterali, conserva pregevoli opere d’arte.

 

PALAZZO ABATELLIS

Contiguo alla Chiesa della Gancia, il Palazzo Abatellis, conosciuto anche come Palazzo Patella, fu voluto dal Pretore di Palermo, Francesco Abatellis, alla fine del XV secolo. L’impronta del maestro Matteo Carnelivari , illustre architetto siciliano, caratterizzò l’edificio che divenne uno dei più interessanti esempi dell’architettura gotico catalana in Sicilia. Costruito su due livelli, si articola intorno ad un grande cortile che si intravede dall’atrio di ingresso, appena varcato lo splendido portale. Grande coerenza costruttiva si riscontra in tutti gli elementi caratterizzanti la cultura dell’epoca. Il sobrio edificio, arricchito da una decorazione gotica interpretata dallo stesso Carnelivari in chiave illuministica, sembra scolpito nella pietra. Eleganti trifore dalle sottili colonnine prospettano sull’ampio cortile e sul lato destro una slanciata loggia su due ordini è sorretta da archi di ampia luce che conferiscono all’edificio un aspetto raffinato, quasi aereo. Dopo il recente restauro, curato dall’arch. Carlo Scarpa, la moderna museografia trova nel Palazzo Abatellis uno straordinario esempio di innovata esposizione di opere d’arte. Le numerose opere esposte nelle sale al piano terreno si susseguono senza un preciso ordine cronologico, a differenza di quanto accade al primo piano dove è allocata la pinacoteca. Tra le opere esposte sicuramente il “Trionfo della morte” Datata XV secolo rappresenta la concezione medioevale della morte che terrorizza i giovani, scagliando mortali frecce, e che, dopo aver sterminato vescovi e prelati, risparmia i poveri e i diseredati che la implorano. Numerose ed affascinanti, le sculture esposte tracciano un preciso iter dello sviluppo dell’arte siciliana dal primo secolo di questo millennio al 1500.

 

PALAZZO STERI

Anche se dell’antico prospetto si sono conservati soltanto la torre merlata ed un vano finestra, il Palazzo Chiaramonte, detto Steri, testimonia la grande innovazione di gusto che caratterizzò l’architettura siciliana del Trecento. L’interiorizzazione di tutte le precedenti culture, dall’arabo-normanna alla sveva, rielaborate secondo a cultura dei nuovi tempi, portò ad una produzione architettonica di grande espressività che fu chiamata chiaramontana. La nascita di questo pregevole monumento, il cui appellativo Steri deriva dal latino Hosterium, palazzo fortificato, si deve a Manfredi Chiaramonte che nel 1307 ne iniziò la costruzione, portata a termine da Manfredi III nel 1380. Dopo essere stato occupato dai viceré spagnoli, nel 1600 divenne sede del Santo Uffizio fino al 1782. Durante l’avvicendarsi di questi numerosi eventi, l’edificio subì pesanti trasformazioni, come l’apertura del grande portone d’ingresso dalla piazza Marina o la demolizione delle fortificazioni di protezione del palazzo. 

A pianta quadrata, era anticamente chiuso all’esterno ed aveva accesso da aperture nel lato orientale dell’edificio che si sviluppa intorno ad un ampio cortile, perimetrato da un portico sorretto da due arcate per lato sul quale è ancora visibile lo stemma della famiglia Chiaramonte. Al primo piano le arcate ogivali diventano tre per lato, aumentando il ritmo di un elegante loggiato su cui prospettano tutte le sale dell’edificio e dal quale si accede alla grande sala sormontata dalla magnifica copertura lignea, degnamente affrescata dai maestri dell’epoca. Un piano ammezzato tra il primo ed il secondo livello ospitava le carceri istituite dal re Filippo III e per questo denominate “filippine”. La grande Sala della Torre al secondo piano, coperta da una struttura lignea a vista è l’unica sopraelevazione originaria. Nell’atrio è ubicata una piccola chiesetta, dedicata a Sant'Antonio Abbate, edificata contemporaneamente all’edificio. L’interno è ad unica navata con abside, mentre all’esterno di particolare pregio è il portale d’ingresso a sesto acuto adorno di un elegante bassorilievo.

 

CHIESA DI SAN FRANCESCO

La Chiesa di San Francesco, che sorge sull’omonima piazza posta lungo l’attuale via Paternostro, testimonia l’evoluzione dello spirito architettonico dal XIII al XVIII secolo. La facciata, nell’estrema essenzialità del disegno che denuncia la presenza delle tre navate interne, evidenzia la semplicità del gusto dei Frati Minori che conclusero i lavori nel 1302. La grande compattezza della superficie, movimentata dalla presenza del prezioso rosone e dell’elegante portale d’ingresso, appare integra, non deturpata dalle trasformazioni che nei secoli a seguire interessarono la basilica. 

All’impianto originario si aggiunsero nel tempo varie cappelle nobiliari e fra queste di particolare importanza storica ed architettonica quelle introdotte nel XIV e XV secolo. Le prime esprimono compiutamente il gusto gotico chiaramontano, mentre le seconde testimoniano le prime espressioni scultoree del Rinascimento, interpretate dal Gagini e dal Laurana. Tra il 1533 e il 1549 avvennero le prime pesanti manomissioni. Il duecentesco tetto ligneo fu sostituito con volte a crociera e delle tre absidi soltanto quella di sinistra, dedicata al Santo, mantenne la sua conformazione originaria. Il restauro ottocentesco in seguito al terribile terremoto del 1823 stravolse completamente l’omogeneità architettonica dell’impianto: le volte ogivali divennero a tutto sesto e le volte a crociera furono sostituite con volte a botte. Se da un lato i bombardamenti dell’ultima guerra ridussero la chiesa in rovinose condizioni, dall’altro permisero un radicale e diligente restauro, che riportò l’impianto nelle primitive condizioni.

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Recensioni

“Ottimo”

Io con la mia compagna abbiamo trascorso un soggiorno davvero piacevole. Siamo stati in un appartamento spazioso, comodo e molto pulito. Il terrazzo fronte mare poi è stata la ciliegina sulla torta. La posizione della struttura è buona perché centrale ed è ben servita dai mezzi pubblici. Tutto intorno ci sono numerosi ristoranti dove gustare le prelibatezze del posto. Il personale poi molto attento alle esigenze degli ospiti e sempre disponibile. Da consigliare assolutamente e da ritornare.


“Posto Fantastico”

Stanze moderne, pulite e accoglienti. Personale ottimo..la posizione poi rende il soggiorno ancora piu interessante. Lo consiglio a tutti, ci tornerò sicuramente...


“Ottimo e tranquillo”

La posizione è fantastica! Terrazza con vista mare strepitosa. L'appartamento è completo e pulito. La struttura è sita in un piccolo borgo che è frazione diretta di Palermo a solo 1 chilometro da Mondello.


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